Italia-Albania: insieme per l'adesione di Tirana nell'Ue

L'Italia ''e' impegnata a sostenere in qualsiasi modo'' la concessione all'Albania dello status di ''paese candidato'' all'ingresso nell'Unione europea. E' ''nostro obiettivo ed interesse'' che Bruxelles ''confermi lo status'' alla repubblica balcanica poiche' si tratta di un Paese ''che sta facendo grandi sforzi anche in politica interna proprio per rispondere alle condizioni richieste'' dalla Commissione. Con queste parole il ministro degli Esteri Giulio Terzi, nel corso dell'incontro tenuto oggi alla Farnesina con il suo omologo albanese Edmond Panariti, ha ribadito il proprio sostegno all'adesione di Tirana ai Ventisette.

Il capo della diplomazia italiana ha ricordato ''i profondi rapporti storici e culturali che legano i due Paesi'' e lanciato quindi un appello ai media italiani affinche' diano ''maggiore risalto'' alle riforme messe in campo dal premier Sali Ram Berisha, volte a soddisfare i 12 punti chiave fissati da Bruxelles per l'integrazione albanese nell'Ue.

Integrazione sostenuta dallo stesso collega Panariti, secondo cui l'Albania ''sta compiendo passi importanti'' per ottenere lo status di ''Paese candidato'' nell'Unione. E ''in tal senso - ha aggiunto il ministro albanese - speriamo anche in un deciso sostegno dell'Italia, che da sempre e' il nostro piu' importante partner strategico. Per questo l'ho scelta come prima tappa del mio tour all'estero''.

Crocevia dell'export italiano nei balcani, l'Albania si conferma oggi come il primo partner commerciale del Belpaese e sponsor dell'integrazione nell'Unione, soprattutto in vista della Dichiarazione sul Partenariato Strategico firmata a Roma il 12 febbraio 2010 dall'ex premier Silvio Berlusconi e dal suo omologo Sali Ram Berisha. Un'intesa che gia' due anni fa per il governo di Tirana fissava una piu' ampia e stretta collaborazione con la comunita' internazionale nell'ambito delle Nazioni Unite in materia di lotta al terrorismo e alla criminalita' organizzata, di cooperazione economica, scientifica e culturale.

Con una quota pari a circa il 34% dell'interscambio complessivo, Roma mantiene il suo primato sul fronte economico e sociale con il cosiddetto 'Paese delle aquile'. Recenti dati Istat stimano che nel 1° trimestre del 2012 le esportazioni italiane verso l'Albania sono ammontate a 247 milioni di euro circa, il 6% in piu' rispetto allo scorso anno; mentre l'import ha raggiunto la cifra di 185 milioni di euro (+13,4%), con un saldo attivo per l'Italia pari a 62 milioni di euro. Per quanto riguarda gli investimenti diretti, al 2011 si parla di 78 milioni di euro e l'Italia resta al primo posto per numero di imprese: oltre 400 censite fino ad oggi sul territorio albanese con capitale partecipato di entrambi i Paesi.

Sul piano della strategia di allargamento di Bruxelles, al contempo, la ''Strategia Ue per la Macro-regione Adriatico-Ionica'' rappresenta uno strumento di impulso all'apertura europea nella finestra dei balcani mentre proseguono gli sforzi del governo di Tirana per dare concreta attuazione al Piano d'Azione consegnato da Berisha alla Commissione Ue nel marzo scorso, volto a soddisfare appunto le 12 priorita'-chiave individuate dai Ventisette nel 2010.

In particolare si tratta di assicurare il corretto funzionamento del Parlamento, adottare le leggi in sospeso che richiedono una maggioranza qualificata, nominare l'Ombudsman (compito espletato), modificare la legge elettorale in linea con le raccomandazioni OSCE-ODHIR, garantire il corretto svolgimento delle elezioni, completare la riforma della pubblica amministrazione, procedere all'adozione e all'attuazione di una strategia di riforma della giustizia e rafforzare la tutela dei diritti umani attraverso misure concrete, garantendo inoltre un migliore trattamento dei detenuti.

La sinergia politica e la convergenza di veduta tra Italia ed Albania si inserisce anche in una solida cooperazione in materia migratoria: secondo i dati del ministero dell'Interno la comunita' albanese in Italia ammonta a 497.556 persone e risulta la seconda per numero di stranieri extracomunitari legalmente residenti, dopo quella marocchina. L'immigrazione albanese ha raggiunto sul territorio italiano un buon livello di integrazione socio-economica, soprattutto grazie alla presenza di piccoli-medi imprenditori, che rappresentano il 7,8% delle compagnie estere in Italia (al quarto posto dopo marocchini, romeni e cinesi). A proposito degli sbarchi, invece, a partire dal 2003 i flussi illegali via mare ''si sono praticamente azzerati''.

L'Albania resta inoltre un Paese prioritario per la Cooperazione italiana nei Balcani: nell'ultimo decennio la Cooperazione ha destinato un contributo complessivo tra doni e crediti d'aiuto di circa 247 milioni di euro (di cui circa 75,5 milioni in doni e 171,5 milioni in crediti di aiuto). Per il biennio 2010-2012 gli interventi si articoleranno lungo le linee tracciate dal Memorandum of Understanding, firmato nel 2010, che finanziera' ulteriori progetti per un valore complessivo di 51 milioni di euro nei settori: privato, agricolo, sociale e infrastrutturale.

A breve partira' l'accordo di conversione del debito (entrato in vigore lo scorso dicembre), il primo siglato dall'Albania con un paese donatore, che prevede il finanziamento di iniziative nel settore dello sviluppo sociale (educazione, sanita' e politiche del lavoro), per un valore di 20 milioni di euro.

La diffusione della lingua italiana in Albania completa infine il quadro di una partnership strategica e di carattere principalmente culturale tra i due Paesi: fra i molti si evidenzia il Programma ''Illiria'' che interessa circa 21mila studenti della scuola dell'obbligo (mentre sono circa 31mila gli studenti che seguono l'italiano quale seconda lingua straniera nella scuola secondaria), e iniziative specifiche per la formazione specialistica, in cui spiccano le Sezioni bilingui e biculturali in tre Licei a Tirana, Scutari e Kora e la rete dei Lettorati in cinque Universita' albanesi. rba/cam/rl

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