Problemi da affrontare per le aziende italiane in Albania

Trasporti
Nonostante siano prevedibili dei miglioramenti nel prossimo futuro, l'attuale condizione delle strade albanesi è estremamente precaria.
L'Albania è collegata alle linee di trasporto internazionali attraverso l'aeroporto di Rinas, i porti di Durazzo, Valona, Saranda e Shengjin, strade e ferrovie. La rete stradale albanese conta 18.000 Km., di cui 2.900 asfaltati. Il principale tratto stradale, Tirana-Durazzo, è stato completato nel luglio 2001.
Sia nel settore ferrovie che nel settore strade vi è ampio spazio per investimenti stranieri, soprattutto per il completamento dei principali assi stradali del Paese (tra cui il cd. "VIII Corridoio", che nel tratto albanese dovrebbe congiungere Durazzo con il confine macedone, per poi attraversare i Balcani fino al porto bulgaro di Varna).

L’Aeroporto di Rinas, distante dalla capitale solo 17 km, facilmente accessibile dall'autostrada Tirana - Durazzo.

Per quanto riguarda il porto di Durazzo, che assorbe circa l'80% del traffico marittimo albanese, gestito dall'Autorità Portuale di Durazzo, che grazie a fondi Comunitari ha completato la ristrutturazione delle principali infrastrutture come il terminal dei passegeri, trasferimento del terminal dello stocaggio per i carburanti che dovrà venire entro la fine di giugno, in fase di progettazione da parte della IFC la ristrutturazione del terminal dei containers ecc.
Vi sono inoltre progetti di trasformazione dell’aeroporto militare di Valona in scalo civile.

Dogana
La disciplina delle importazioni ed esportazioni di beni da e verso l’Albania è stata profondamente innovata dal nuovo Codice doganale per la Repubblica di Albania, emanato dal Parlamento con legge n. 8449 del 27 gennaio 1999 ed ispirato al Codice internazionale GATT.
Il nuovo Codice articola l’Amministrazione doganale in tre livelli: Direzione generale, Direzioni regionali ed uffici doganali. L’intera Amministrazione dipende ed è sottoposta alla supervisione del Ministero delle Finanze; in particolare, la Direzione generale delle dogane è retta da un Direttore generale, nominato con decisione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro delle Finanze.
Questi organi, demandati all'applicazione del nuovo codice, si sono trovati spesso in difficoltà nell'interpretare le nuove disposizioni; ciò vale soprattutto per quanto riguarda gli esattori materiali dei dazi, ossia gli uffici doganali che, nonostante i miglioramenti in termini di trasparenza ed imparzialità registrati negli ultimi tempi, sono ancora affetti dal grave problema della corruzione. Tale problema si riflette soprattutto nella fase di applicazione dei dazi doganali. Infatti, nonostante gli articoli 34 e seguenti del Codice doganale siano estremamente precisi nel determinare il valore doganale delle merci importate in Albania, le variazioni dei dazi applicabili, necessarie per relativizzare il dazio con il reale valore della merce, sono spesso causa di abusi da parte degli ufficiali di dogana, che tendono ad applicare il valore doganale più alto consentito, cercando in tal modo di fare pressione sull'importatore per ottenere una tangente in cambio di una drastica riduzione del dazio.
Va rilevata, infine, l'importanza dell'ormai compiuto accesso dell’Albania all’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO) nel 2000.

Valutazione induttiva del reddito da parte dell'ufficio delle tasse.
Secondo l'articolo 36 della legge n. 8560/99 "Sull'amministrazione fiscale nella Repubblica d'Albania", l'Ufficio delle Tasse albanese può procedere ad una rivalutazione delle dichiarazioni dei redditi dei soggetti fiscali in modo tale che riflettano la "reale situazione economica". Tale valutazione sarà determinata tenendo in considerazione le proprietà del soggetto fiscale, il suo tenore di vita (se persona fisica), la sua dimensione industriale, i dipendenti, il livello di clientela (se persona giuridica), il confronto con analoghi soggetti fiscali.
Tale previsione normativa riconosce quindi una discrezionalità amministrativa all'ufficio delle tasse, il quale può basare la sua valutazione sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche e giuridiche, non solo sui criteri fissi di cui alla legge n. 8560, ma anche su valutazioni discrezionali fondate, come sopra detto, sulla reale situazione economica.
Questa discrezionalità amministrativa ha creato alcuni problemi in passato ai soggetti fiscali che producevano una documentazione fiscale ritenuta non soddisfacente o incompleta dall'ufficio delle tasse.
Per evitare lungaggini burocratiche, che possono sfociare in un aumento della base imponibile, è opportuno che tutti gli imprenditori che decidano di operare in Albania producano, in sede di dichiarazione dei redditi, una dettagliata e completa documentazione che eviti una rivalutazione discrezionale da parte dell'Ufficio delle Tasse albanese.

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